Il mio sole, d’inverno

Il sole ha, d’estate, un posto irruente, superbo.
In mezzo al cielo vivido di azzurri insolenti.

Nel temporale d’agosto si nasconde,
per uscire poi a far brillare sentieri,
asfalti e foglie.

Sta a ridersene di oasi frondose, di acque accoglienti,
pronto ad assalire, fiera acquattata, se t’azzardi a lasciare freschi ripari.

È in inverno che diventa mio.
Quando sbuca tra nuvole colme
tentando di scaldare ancora.

Quando offre egli stesso tiepido riparo
e non rincorre più né scaccia ombre.

Quando sta, fermo e quieto, ad osservare strade,
vuote o abitate, pur sempre percorse.

 

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15 ottobre 2018: consapevolezze inconsapevoli

15 ottobre, babyloss awareness day.

Un giorno importante e molto denso di emozioni.

Metti che un papà stia scattando una foto mentre tu stai pensando, con animo sospeso, a quanti genitori stanno salutando i loro piccoli  che frettolosamente sono passati sulla Terra.

San Lorenzo,  imponente ha fatto sentire rintocchi a ricordare che sono le 19, che per tutti è onda di luce, in terra sul sagrato tanti lumini formano un cuore.

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Rigattiere

Oggi il sito “una parola al giorno” mi propone RIGATTIERE.

In fondo leggo:

“Col mestiere si fa desueto anche il nome. Ma la suggestione del recaptare è notevole, trasmette in modo incisivo l’idea di un recupero che reimmette con poco valore, senza originalità. E allora perché non parlare del professore che nei suoi articoli si fa rigattiere riproponendo idee vecchie riacchiappate qua e là, della comicità da rigattiere della persona di spettacolo, della nuova biblioteca pubblica, celebrata ampollosamente, che è solo un ammasso di rigatteria.”

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Zampironi

È incredibile, lo so.

La cosa che mi viene in mente più spesso è come G riuscisse a dividere gli zampironi senza romperli. Li prendeva con entrambe le mani, li scollava con cura e poi faceva un piccolo movimento come a ruotarli e tac si staccavano, come per magia. Non li rompeva mai. Io non ci riesco, li spacco, mi innervosisco…

T parla della sua ex moglie; lo ha lasciato circa 6 mesi fa. 

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Finire…

A. mi racconta che la sua bambina di 9 anni è morta dopo una lunga malattia. 
Racconta di lei, dei suoi capelli castani che sono caduti con la chemioterapia, racconta degli occhi verdi che negli ultimi mesi non brillavano più.

Parla di come ha dovuto spiegare al fratellino la malattia e della fatica che ogni parola pronunciata le costava.

Arriva a raccontarmi delle ultime giornate di L.

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