L’unico immortale: l’amore

amourLe mani nelle mani e gli occhi che cercano risposte. La cronaca dell’accaduto. Fredda. Un fremito e un singhiozzo.
Lui la guarda, commosso, le poggia la mano sulla schiena, quasi imbarazzato al contatto. Ha gli occhi lucidi ma trattiene le lacrime.
Sposta l’attenzione sulle cause.
Perché? Ma succede a tanti? Ma si poteva fare qualcosa?
C. invece non dice. Osserva. Si accarezza il ventre, un gesto mantenuto. Annuisce col capo, un gesto lento.
B. parla parla parla. Riempie di suoni il suo vuoto, ci prova. Poi d’un tratto interrompe e sospira. Inclina un poco il capo e poggia la mano sulla guancia, come a sorreggere il viso.
Cerco di mantenere un’apertura, costante, attenta e ho capito che non devo tentare di dare ordine logico.
Come quando mio padre mi spiegava che l’onda grande del mare va risalita e poi ridiscesa. Senza opporsi.

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Per gioco e per amore

norman_rockwell_tribute_by_sarafinconcepts-d4j32u0Mi permetto di scrivere queste righe senza consultare pagine scientifiche né citare altisonanti e ragionate bibliografie.

Scherzo con le parole, significanti e significati in una libera associazione di pensieri che passa dal gioco, al prenatale, alla coppia, ai genitori.

Per caso e per amore…

Gioco, il cui etimo comprende il giorno e il dardo[1], è un suono tondo che riempie la bocca e l’anima di sapori sudati e zuccherini.

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That’s amore!

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When the moon hits you eye like a big pizza pie
That’s amore
When the world seems to shine like you’ve had too much wine
That’s amore
Bells will ring ting-a-ling-a-ling, ting-a-ling-a-ling
And you’ll sing “Vita bella”
Hearts will play tippy-tippy-tay, tippy-tippy-tay
Like a gay tarantella

 

La visione dell’amore è sempre corredata di una serie di immagini che evocano il trasporto, il non-razionale, la costruzione pseudo-onirica che amplifica le caratteristiche “fantastiche” dell’altro/altra.

Questa visone,  che proietta nell’attesa del Principe Azzurro o di Cenerentola, cozza con vissuti disillusi e generalizzanti di chi ha vissuto esperienze distruttive e allontananti o almeno decisamente ridimensionanti.

Ma come siamo fatti? Perché amiamo? E di chi ci innamoriamo?

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