Rigattiere

Oggi il sito “una parola al giorno” mi propone RIGATTIERE.

In fondo leggo:

“Col mestiere si fa desueto anche il nome. Ma la suggestione del recaptare è notevole, trasmette in modo incisivo l’idea di un recupero che reimmette con poco valore, senza originalità. E allora perché non parlare del professore che nei suoi articoli si fa rigattiere riproponendo idee vecchie riacchiappate qua e là, della comicità da rigattiere della persona di spettacolo, della nuova biblioteca pubblica, celebrata ampollosamente, che è solo un ammasso di rigatteria.”

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L’omologazione non è eccellenza

Valutazioni e omologazione

Le valutazioni che portano a regolare il ciclo della nostra vita, a partire delle esperienze scolastiche per arrivare a quelle lavorative, sportive, personali, segnano in modo pesante le nostre scelte ed in qualche modo affliggono i talenti che naturalmente possediamo.

Seppure si possa concordare che ci siano standard necessari da adottare per rispondere a richieste specifiche, è pur vero che la mortificazione delle spinte naturali non possa che ingrigirci e portarci ad una performance priva di animo.
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La motivazione nelle professioni di aiuto

Schema Processo Internallizante

La scelta di svolgere un lavoro, quale esso sia, è frutto di molteplici motivazioni; queste, almeno nelle professioni d’aiuto, dovrebbero essere motivo di indagine preliminare. Un personale viaggio all’interno di sé stessi per comprendere quali siano le molle che fanno scegliere determinati percorsi proprio per l’importanza che assume chi svolge un incarico verso terzi che versano in difficoltà e che, di conseguenza, si rivolgono al professionista cercando un sostegno , un solido approdo, qualcuno che stia nella “mission” con la certezza non già di essere forzatamente l’ingrediente risolutivo nell’impasse dell’helpee ma di avere in sé le basi solide per ascoltare la storia del cliente e restituirgliela perché ne è legittimo proprietario.

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Esercitarsi all’attenzione

Imparare ad esercitare l’attenzione, soprattutto focalizzandosi su un processo comunicativo, è un’attività che facilita tutti gli operatori che a vario titolo sono impegnati in attività relazionali (dalla relazione d’aiuto al manager a cui è richiesta la gestione del gruppo lavoro).

È chiaro che spesso non si ha il tempo per fare un’analisi approfondita ed è altrettanto palese che nella vita reale non possiamo riavvolgere il nastro per vedere e rivedere una scena.

Apprendere un metodo di osservazione ed analisi ha come obiettivo quello di rendere pervi i canali comunicativi, aperti alle informazioni e alla lettura contemporanea di dati e suggestioni mantenendone il confine.

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Non so che dire… rimando efficace

Il concetto di efficacia del rimando è legato in modo assoluto alla contestualizzazione della relazione, ma mantiene alcuni tratti trasversali comuni che possono essere agiti.
Il primo pensiero va al posizionamento, ingrediente base di ogni scambio, risponde alle domande: chi sono? qual è il mio ruolo? qual è il mio obiettivo?
La comunicazione efficace può vivere da sola nella relazione d’aiuto calzando la sua veste professionale (counseling ad esempio), o sposarsi a differenti situazioni, lavorative e non, fondendosi e distinguendosi al contempo, mantenendo confini e potenzialità.
Facendoci aiutare da Mucchielli (Apprendere il counseling, Erickson) che definisce il confronto tra “colloquio di aiuto” ed altri generi di comunicazione, si può contestualizzare l’obiettivo e comprendere l’area e la modalità di azione di un rimando nutriente (feed back).

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