Rigattiere

Oggi il sito “una parola al giorno” mi propone RIGATTIERE.

In fondo leggo:

“Col mestiere si fa desueto anche il nome. Ma la suggestione del recaptare è notevole, trasmette in modo incisivo l’idea di un recupero che reimmette con poco valore, senza originalità. E allora perché non parlare del professore che nei suoi articoli si fa rigattiere riproponendo idee vecchie riacchiappate qua e là, della comicità da rigattiere della persona di spettacolo, della nuova biblioteca pubblica, celebrata ampollosamente, che è solo un ammasso di rigatteria.”

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Zampironi

È incredibile, lo so.

La cosa che mi viene in mente più spesso è come G riuscisse a dividere gli zampironi senza romperli. Li prendeva con entrambe le mani, li scollava con cura e poi faceva un piccolo movimento come a ruotarli e tac si staccavano, come per magia. Non li rompeva mai. Io non ci riesco, li spacco, mi innervosisco…

T parla della sua ex moglie; lo ha lasciato circa 6 mesi fa. 

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Finire…

A. mi racconta che la sua bambina di 9 anni è morta dopo una lunga malattia. 
Racconta di lei, dei suoi capelli castani che sono caduti con la chemioterapia, racconta degli occhi verdi che negli ultimi mesi non brillavano più.

Parla di come ha dovuto spiegare al fratellino la malattia e della fatica che ogni parola pronunciata le costava.

Arriva a raccontarmi delle ultime giornate di L.

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Esiste nonostante tutto

“Non so dove metterlo tutto questo amore, non serve più a nessuno” dice L. con gli occhi così pieni di lacrime che li deve spalancare per trattenerle.
“È caduto dalle scale, il primo giorno della sua pensione, ed è morto, così… non è neanche più riuscito a dire nulla. Quando è arrivato il dottore era già morto, ha detto che è rimasto lì, sul colpo”.
Rimane in silenzio, le mani una sull’altra e in grembo. Si gira la fede nuziale che trattiene anche quella che era stata del marito. Prende un fazzoletto e lo appoggia sotto gli occhi, un gesto attento, di chi è abituato ad essere truccato.

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L’omologazione non è eccellenza

Valutazioni e omologazione

Le valutazioni che portano a regolare il ciclo della nostra vita, a partire delle esperienze scolastiche per arrivare a quelle lavorative, sportive, personali, segnano in modo pesante le nostre scelte ed in qualche modo affliggono i talenti che naturalmente possediamo.

Seppure si possa concordare che ci siano standard necessari da adottare per rispondere a richieste specifiche, è pur vero che la mortificazione delle spinte naturali non possa che ingrigirci e portarci ad una performance priva di animo.
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