L’agire degli stimoli sullo sviluppo della sensorialità fetale

grossesseIl bimbo prenatale è continuamente stimolato da suoni, rumori, voci e odori provenienti dalla cavità endouterina o dall’ambiente esterno. Il liquido amniotico e la placenta sono i primi trasmettitori e conduttori delle stimolazioni colte dal feto (Nathanielsz 1). Il bimbo endogestazionale è quindi dotato della capacità di ricevere stimoli e di entrare in contatto con il mondo; questi stimoli determinano la crescita neurofunzionale, cerebrale e motoria del feto. La respirazione veloce, che si ha quando la madre fuma, è considerata come uno sforzo da parte del feto per procurarsi sufficiente ossigeno. Questi fatti mostrano che la respirazione è uno dei primi comportamenti ad essere influenzati dallo stile di vita e dal grado di cultura della madre.

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  1. Un tempo per nascere. Le nuove conoscenze sulla vita prenatale, Bollati Boringhieri

Bonding = Legame

gravidanza.01Parlare di legame non è sempre facile, talora si abusa di questo termine; esiste ormai una scientificità dello studio circa i legami, i rapporti causa-effetto, l’empatia, la risposta ad uno stimolo. Ma non è di questo che voglio dire… mi piacerebbe qui passare il sapore del bonding, la sua essenza.
Quando nasce il rapporto con un bambino prenatale? A chi serve? A cosa serve? Che attori coinvolge?

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Il pianeta dei folletti

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favola per un bimbo  prenatale  scritta dalla sua mamma

C’era una volta nella galassia della luce il pianeta dei folletti , lì ci vivevano con tutte le loro magie. Il pianeta era situato nella galassia più luminosa, da lontano si poteva riconoscerlo poiché lo circondava una luce bianchissima mentre il suo aspetto era di un azzurro intenso e il contrasto lo faceva brillare. Tutti gli abitanti vicini andavano a visitare il pianeta dei folletti perché le magie che facevano erano diventate leggenda, lo chiamavano il pianeta “Nuvola”. Le strade del pianeta erano ricoperte di ogni cosa, c’era la strada della luna, era la strada dove nessuno si poteva perdere poiché era lastricata di stelle luminose. C’era la strada che portava ai sogni, ogni sogno che si faceva su quella strada tutto si avverava, e che dire della strada che portava ai divertimenti più strani dove nuvole dorate danzavano lasciando la loro energia sui giochi di ogni specie, e poi c’era la strada della super magia lì tutto diventava magico e le magie erano di diversa natura, si poteva andare in giro per le varie costellazioni e le invenzioni erano così tante che anelli di fumo colorati salivano nel cielo per tutti gli esperimenti che i maghi facevano.

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Sasso – lino

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favola per un bimbo  prenatale  scritta dalla suo papà

C’era una volta sulla Luna … un piccolo sasso di nome Lino.

Lino era un sasso molto allegro, gioioso che amava molto la sua mamma Luna e giocare con lei tra i suoi crateri. Non c’era niente di più che Lino potesse chiedere.

Nonostante ogni giorno fosse speciale e pieno d’amore dalla sua mamma Luna, Lino sentiva di avere anche altri desideri, voleva crescere. Per molti giorni, osservando in silenzio da lontano la Terra, pensò come sarebbe stato visitarla, conoscerla e fare nuove esperienze.

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Un piccolo grillo di nome Sebastian

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favola per un bimbo  prenatale  scritta dalla sua mamma

C’era una volta sulla luna un piccolo grillo di nome Sebastian. Viveva in un paesino all’interno di un cratere lunare. Qui non c’erano altri grilli come lui, ma solo maghetti, buffe personcine con sopracciglia folte e all’insù che passavano le giornate a imparare piccoli incantesimi utili per la vita di tutti i giorni. Sebastian era molto divertente, il suo passatempo preferito era intrattenere i maghetti nei momenti di pausa dai loro studi, con strampalati racconti che parlavano di draghi, fate, castelli e principesse. I maghetti, dal canto loro adoravano le sue storie fantastiche e passavano ore intere a sentirlo parlare. Nonostante questo suo carattere allegro, il piccolo grillo ogni sera prima di addormentarsi, amava sedersi solitario sul tetto della sua minuscola casetta a forma di foglia per guardare il cielo. Ammirava a lungo quell’enorme sfera che i maghetti chiamavano Terra.

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