Basta un click?

Immaginate di fare una passeggiata per le vie della città; salutate un po’ di persone che incrociate sul vostro cammino. Fate due chiacchiere con un tale, parlate di cose più intime con un vecchio amico; entrate in panetteria per acquistare focaccia e mentre attendete di essere servito ingaggiato una discussione sulle ultime notizie ascoltate al telegiornale.
Un tale afferma di aver letto una notizia, scritta con una bomboletta spray, sulla parete del teatro della città. Qualcuno ha usato la parete che si affaccia sulla via principale per farci sapere che sono stati erogati fondi per finanziare l’abbonamento sky ad un gruppo di persone che abitano in un campo rom.
La notizia riferita assume la dignità di cosa vera, nessuno si premura di assicurarsi che questi fatti siano reali; il modo in cui viene proposta è veemente e passionale; un piccolo gruppo di persone si accalca e da quella notizia nasce una discussione, pochi ne mettono in dubbio la veridicità. Non importa.

Continua la lettura di “Basta un click?”

Perché non mi va…

approssimativamentemeIl fatto di iscriversi ad un social, ad uno qualsiasi, presuppone che ci si esponga ad un bombardamento, talora gradevole talaltra meno, di impressioni altrui che inondano le nostre bacheche, divenute oggi espressione prossima di noi stessi.

Esplodono i moti di insofferenza rivolti agli inviti ai giochi, ad esempio. Chi di noi non ha mai letto filippiche contro all’ennesimo invito a spedire il cibo mancante per il maialino rosa della fattoria in voga al momento? Chi non ha letto poster di invettive, qualche volta anche graficamente ben confezionate, contro chiunque osi invitare qualcun altro al gioco delle caramellone da abbinare e rompere?

Continua la lettura di “Perché non mi va…”