La percepita violenza del rifiuto e la valenza della narrazione.

narrare1Una delle tematiche ricorrenti che mi sono trovata ad ascoltare durante gli incontri di counseling è quella legata al rifiuto, meglio, al vissuto di chi si sente in qualche modo allontanato, diverso, escluso.
Quale sia la dinamica alla base di queste emozioni, indipendentemente dall’ambiente di esclusione (scolastico, sportivo, gruppale, amicale, affettivo), la vittima dell’allontanamento si percepisce, essa stessa, disfunzionale e arrabbiata; si prodiga in affannose ricerche di un perché, di cosa si può aggiustare, di cosa manca.

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Gravidanza, feto e storia

30_Sedna_enceinte_argenty_e_VFGravidanza, feto e storia[1]

Riassunto ragionato della relazione di Marie-France Morel

Il lavoro ci propone uno scorcio circa il vissuto della gravidanza dal medioevo ai giorni nostri.

Marie Morel parte con la considerazione che la gravidanza è per la donna d’altri tempi un momento in cui si rispettano credenze e tradizioni, in cui la donna è  sottomessa a divieti così come a consigli e ingiunzioni di famiglia e vicinato. Direi che anche oggi la gravida è immersa in un flusso di informazioni più o meno scientifiche e fondate circa il miglior modo di compiere il viaggio che la porterà a dare alla luce suo figlio.

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