Ciao o addio o arrivederci

Ti vorrei scrivere ciao o addio o arrivederci
a seconda dell’onda dell’anima mia o della tua.

Ci sono i giorni “ciao”,
leggeri come una risata,
con il profumo di un campo verde
quando in mezzo ci sono i papaveri,
freschi come le lenzuola di bucato,
morbidi, come le maglie grosse che tieni in casa.

Ci sono quelli “addio”,
cupi di piogge in arrivo,
pesanti come passi lontani,
che sanno di profumo sul cuscino
che diventa impercettibile
e sottolinea l’assenza.

I giorni “arrivederci”,
che sembra che non ci sia stata mai,
l’intesa e l’attesa,
sono quelli vestiti meglio,
formali, truccati, con la borsa;
che hanno dentro la paura dell’addio
la voglia di un ciao.

Ti vorrei scrivere qualcosa solo dopo
che l’abbia scritta tu, o forse no,
perché prima è pensata e ritrosa
e dopo è conseguenza.

Vorrei sentire che quell’anima in giostra,
irrazionale e sfuggente, può danzare
o giocare o appallottolarsi come un gatto,
o annusare l’erba o guardare i papaveri,
o mangiare un biscotto…

…come la mia.

 

Se vuoi, puoi ascoltare la poesia cliccando la freccina qui sotto:

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