Gli attimi che non abbiamo vissuto

Ma dove finiscono gli attimi che non abbiamo vissuto?

Si nascondono in qualche angolo di casa; 

in mezzo alle lenzuola sgualcite di un letto disfatto;

possono stare in bilico sull’orlo di una tazza ancora sporca di caffè, con quell’odore di freddo e amaro.

Alcuni si appendono alla tenda della doccia, con le gocce rimaste e l’odore di bagnoschiuma.

Quelli ostinati risiedono in vecchie valigie chiuse, di un viaggio non fatto.

Stanno lì, a guardare un biglietto del museo, il ticket della metro, un menu con una macchia di sugo.

Fermi, fissi, scrutano, hanno il gusto di un sonno spezzato e i colori di un vecchio libro di favole.

Sussurrano la loro presenza nascosti in una scatola di vecchie scarpe dagli angoli rotti.

Dondolano sul bordo di un tramonto.

Si appoggiano ad un’alba sul mare.

Sono capaci, loro, di essere imperiosamente presenti, cuciti in un tempo altro, vibrante, pieno, sospeso.

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